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La giovanissima mezzofondista Marta Zenoni si racconta: lo sport, lo studio e gli obiettivi per il futuro di una già pluripremiata atleta italiana.

 

Lo sport ti accompagna sin da piccola: a nove anni praticavi già l’atletica leggera e sei diventata in seguito specialista nel mezzofondo, ma prima di quest’attività praticavi il nuoto. Tra tutti questi sport, cosa ti ha spinta a preferire il mezzofondo?

Il mio primo approccio con il mezzofondo è stata una casualità! Mia sorella gareggiava alle corse campestri e così una volta ho provato anche io. Ho avuto una sensazione di libertà tale che da subito ho capito che non avrei più potuto farne a meno.

 

Hai gareggiato e stabilito numerosi record nazionali sia nel mezzofondo veloce (800, 1000 e 1500 metri) che nel mezzofondo puro (3000 metri): qual è la differenza dal punto di vista di un atleta e quale competizione ti appassiona di più?

Le competizioni che preferisco sono senza dubbio quelle del mezzofondo veloce (800 e 1500) perché sono più dinamiche. Inoltre il margine di errore è molto più basso rispetto alle altre e, soprattutto, mi diverto di più!

 

Stai per compiere 18 anni, hai già vinto diverse medaglie in competizioni nazionali e internazionali e frequenti il liceo scientifico: conciliare la vita scolastica con la carriera sportiva è un compito difficile, come affronti questa sfida?

Ammetto che ci sono periodi in cui non ho un momento libero, ma anche questo fa parte del gioco, della sfida. A scuola vado bene e ci tengo che sia così e l’unico modo per conciliare scuola e sport è una buona organizzazione.

 

L’atletica leggera e in particolare la tua specialità richiedono particolari esigenze dal punto di vista psico-fisico?

La concentrazione è indispensabile. Porsi degli obiettivi: necessario. La determinazione e la grinta non mi mancano, ma a volte capitano degli infortuni e con quelli è dura! Passi da un momento in cui va tutto bene e credi di volare, all’attimo dopo in cui non puoi allenarti né gareggiare. Non è facile, sia a livello mentale che fisico… e poi io non riesco a stare ferma!

 

In qualsiasi disciplina all’allenamento va sempre affiancata anche un’alimentazione adeguata. Tu sei molto giovane, come vivi questo rapporto tra sport e nutrizione? Svelaci un segreto: qual è il piatto a cui non rinunci mai?

Non seguo delle diete particolarmente restrittive, mangio un po’ di tutto, cercando di stare attenta a non esagerare. L’unica cosa alla quale però non posso proprio fare a meno è la pizza!

 

Preparazione prima di una competizione importante: qual è la tua routine?

Non sono superstiziosa quindi non ho dei riti scaramantici pre-gara. L’unica cosa che mi serve è la concentrazione. Quello che non può mancare prima di una competizione è la musica: è l’unica cosa di cui ho bisogno perché mi dà la carica e la forza per affrontare la gara con lo spirito giusto.

 

Tra gli atleti odierni, c’è qualcuno che ammiri in particolar modo? Perché?

Ce ne sono tanti che ammiro e stimo. Ognuno di loro ha delle qualità straordinarie e differenti e io cerco di prendere ispirazione da ciascuno di loro, per migliorarmi sempre di più.

 

Qual è il tuo obiettivo per il futuro? Tra 10 anni ti vedi ancora atleta o hai qualche altro sogno nel cassetto?

Dieci anni sono tanti. Io guardo a un futuro più immediato! Non nascondo però che il mio sogno nel cassetto è quello di rivedermi tra 10 anni ancora come atleta, chissà, magari ad un’olimpiade! J

 

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