it en

Sono partito con l’idea che fosse una entry level, una di quelle gare che fanno curriculum. “Unarobachevafattatantoèfacileesicorre”, beh posso prendere questo concetto e scriverlo su di un bel foglio poi condirlo e mangiarlo. Questa gara è molto impegnativa, certo per le sue caratteristiche non puoi paragonarla ad un’ultrasky ma non si fa mancare nulla, così intensa da scatenare una fatica affabulante. Un fascino crescente km per km.

Partenza dal centro di Cortina con tifo da stadio e bagno di folla, mai successo in Italia da altre parti.

Ci troviamo ad inseguire da subito perchè siamo arrivati 45 minuti prima allo start ma è già tutto pieno di gente e siamo oltre le transenne. Notte passata nei boschi cercando un po’ di avanzare e un po’ eseguire gli ordini della Fra (Canepa) che mi ha detto di star buono per 70km e aprire poi. I ricordi son confusi ancora ma è stata una notte dinamica molto fredda fatta di salite scoperte piene di vento e boschi in discesa, guardando curioso chi avevo intorno, le prime luci dell’alba e conseguente termica mi han colto mentre salivo verso il lago di Misurina. Gran patema d’animo per colpa del cancello troppo stretto.

Per fortuna ero nel bosco che mi ha riparato e insieme nel tepore ci siamo svegliati assieme. Esco dal bosco con le montagne incendiate dal sole, sto bene, aria fresca. Combo intimo Dryarn maglia e guscio perfetta, spalanco gli occhi verso Il lago di Misurina, molto bello lo si deve percorrere un lato per proseguire in su verso il rif Auronzo.

Salita interessante lunga di continuità volevo andare ma rispetto gli ordini, trovo Renato (Jorioz) al rifugio che mi porta al caldo e mi fa fare colazione con patate e tonno. Viste dal vivo le tre cime sono impressionanti. Davvero imponenti. Fa freddo il viso ne patisce. Discesa tecnica verso valle circa 1000d- sofferta ma me ne frego sono in paradiso e mi sento grato e fortunato di esser li in quel momento li ci son le mughe, ci son i fiori e le cascate, non posso davvero chiedere di più. Come arrivo in piano accelero ma mi avvito su me stesso e mi sbriciolo l’emisoma di sx al suolo, arrivo a cimabanche in una qualche maniera però è metà strada chissene. Vado direttamente nel rifugio a fianco dove mi aspetta Renato con amatriciana e birra che divoro mentre mi rifa lo zaino. Riparto con la felpa che non riesco a togliere dal freddo. I prox 25 saranno settore psichedelico ma ancora non lo so, e quindi inizia salita verso malga rastua li mi gioco fabrizio che va in pappa e mi guarda con la faccia di Gandalf prima di precipitare negli abissi di Moria. Povero mi dispiace per lui, succede di essere sopraffatti da se stessi, gli ultratrail per la mente sono una faccenda importante, una questione maledettamente spinosa da affrontare. Discesa infernale che detesto con tutte le forze. Ogni passo che faccio mi fa male tutto e odio il mondo. Inizia salitone della val Travenanzes, pura psichedelia, paesaggio a metà tra la luna e il Gran Canyon e che finisce con una forcella tecnica. Arrivo dopo discesa corribile al gallina mi cambio ma mi copro di più. Mancano 25 km ormai è fatto sono ottimista alla maniera degli ipertimici…Si sale ed inizia un su e giù di selle e forcelle nel frattempo mi è venuto il reflusso e ho le fiamme di megalopoli dietro lo sterno. Stringo i denti al ristoro non hanno niente, mi attacco ad un trenino e lascio che la gravità mi porti giù. Sono in ritardo sul previsto ma sta nausea col reflusso non mi permette di andare oltre.

Dopo un momento di difficoltà per fortuna raggiungo un checkpoint che ha birra e coca cola. Me ne bevo mezzo litro. Pian piano ricomincio a corricchiare, sull’asfalto corro fino al traguardo cercando di non farmi prendere da due francesi antipatici che volevano passare avanti. Via centrale a 4’15”, tifo stupendo, sorrido, rifiato e passo il traguardo.

 

Massimiliano Bertini

Articoli correlati
Ogni giorno porta con sé nuove sfide e nuove emozioni.
Lasciati ispirare da Dryarn®
per vivere le tue avventure quotidiane.