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Domenica 18 settembre si sono chiuse le Paralimpiadi di Rio 2016, con Beatrice “Bebe” Vio a portare il tricolore, rappresentando un’Italia che in questa edizione ha conquistato 39 podi complessivi: 10 medaglie d’oro, 14 d’argento e 15 di bronzo.

 

MEDAGLIE E SUCCESSI

 

Le Paralimpiadi, infatti, sono state un trionfo e gli sportivi azzurri hanno fatto brillare l’Italia, inserendola così nella top10 dopo 44 anni.

Riassumendo alcuni tra i numerosi successi di questa edizione, per quanto riguarda il numero di medaglie vediamo il nuoto in prima posizione, che è riuscito a conquistare ben 13 podi complessivi, di cui quattro dell’imbattibile Federico Moriacchi. Il record è seguito dal ciclismo, con 12 medaglie guadagnate da sei atleti guidati dall’ex pilota Alex Zanardi, che ha conquistato anche un argento individuale. Straordinaria la giovane Beatrice Vio, prima volta alle Olimpiadi, che ha vinto la medaglia d’oro nel fioretto categoria B. Anche l’atletica si è distinta, grazie alla velocità di Martina Caironi, oro nei 100 metri, e Assunta Legnante, oro anche per lei nel getto del peso.

Ma le Paralimpiadi non sono solo numeri. Le Paralimpiadi sono soprattutto la forza e la determinazione degli atleti che vi partecipano.

Ecco allora alcuni di loro:

 

Alex, un campione di sport e di vita

 

Alex Zanardi è una leggenda nel mondo dello sport: quindici anni fa correva al Mondiale Automobilistico CART dove, a causa di uno scontro con un altro pilota, rischiò di morire dissanguato. Perse entrambe le gambe ma in pochi mesi riuscì a recuperare e cominciò subito un nuovo percorso con l’handbike. A cinquant’anni, continua a vincere sia alle Paralimpiadi e nella vita:

«Sono un privilegiato che ha infilato dentro questa vita tante cose. Ho capito che il segreto per vivere bene è godersi il percorso perché quando tagli il traguardo è finita e subentra sempre un po’ di malinconia»

 

Monica, da militare a campionessa olimpionica

 

Monica Graziana Contrafatto, soldato dell’esercito italiano che nel 2012 perse la gamba destra durante un attacco in Afghanistan. Durante l’estate di quattro anni fa Monica era ricoverata in ospedale e, guardando Martina Caironi vincere alle Paralimpiadi di Londra, ha capito che avrebbe dovuto partecipare anche lei. Quest’anno erano lì a gareggiare a Rio, una a fianco all’altra, ed entrambe hanno portato a casa una medaglia:

«Il mio sogno si è avverato grazie a Martina. Ho iniziato a correre guardando lei in TV a Londra. In gara ad un certo punto non ce la facevo più, ero stanchissima ma da lontano vedevo la medaglia, non potevo mollare. Questo è il giorno più bello della mia vita, ora dovranno issare un altro tricolore sul podio.»

 

Beatrice: giovane, forte e inarrestabile

 

Beatrice Vio è una schermitrice italiana che all’età di 11 anni contrasse una grave forma di meningite, a causa della quale fu costretta all’amputazione di tutti e quattro gli arti. Lei però non si è mai fermata e, quest’anno, quando ha vinto la medaglia d’oro, la sua gioia incontenibile ha commosso tutti. Tra l’altro, Bebe è stata la prima atleta al mondo con quattro protesi a vincere in questa disciplina. Sul suo profilo Facebook ha scritto:

«Ok, allora è ufficiale: il 14 settembre è stato il giorno più bello della mia vita! Le urla che ho tirato a fine gara sono state lo sfogo di tutti questi anni, il grande sogno è diventato un obbiettivo raggiunto, ho ufficialmente messo la V nella lista dei miei desideri. Questa medaglia per me vale tanto, tantissimo, anzi tantissimissimo!»

 

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