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La vista umana è un senso acuto e minuzioso, il più sfruttato come metro di giudizio nelle competizioni sportive. La sua natura resta però suggestionabile e soggetta all’errore. Per questo, da sempre, arbitri e segnapunti cercano supporto al loro difficile compito in sistemi di controllo più o meno tecnologici. Tra gli ultimi, nel calcio, la Goal-Line Technology, utilizzata anche durante queste ultime settimane, nel campionato europeo di calcio UEFA Euro 2016.

 

In principio era la moviola: dal cinema allo sport

 

Nella storia sportiva, e in particolare in quella del calcio mondiale, molteplici sono stati gli errori arbitrali causati da sviste o scorrette valutazioni da parte dei direttori di gara e, nella maggior parte dei casi, c’è ben poco da arrabbiarsi. Il pallone, infatti, può essere rilevato nitidamente dall’occhio umano a una velocità di circa 12 chilometri all’ora, contro gli oltre 120 chilometri all’ora che raggiunge quando viene calciato in fase di attacco. Impossibile essere sempre impeccabili.

 

Negli ultimi anni, le società sportive hanno cercato possibili sistemi tecnologici di supporto all’arbitraggio, con lo scopo di diminuirne (fino ad eliminarlo) il margine di errore umano e garantire l’obiettività degli esiti delle partite.

In principio fu la storica moviola, ad oggi ancora utilizzata nel controllo arbitrale di quasi tutti gli sport di squadra, una tecnica presa in prestito dal cinema che permette di studiare le singole inquadrature di un filmato.

Anche in questo caso, però, il giudizio è dato dall’occhio umano che, semplicemente aiutato da un dispositivo, rivede al rallentatore le immagini di una particolare azione sospetta.

 

Dalla moviola ai sistemi di tracciamento: l’esordio 2012 della Goal-line Technology

 

Sebbene in coda rispetto ad altri sport supportati dall’utilizzo della tecnologia, tennis e cricket su tutti, il calcio ha introdotto da qualche anno un’innovazione rivoluzionaria, un sistema di tracciamento dell’azione da gol: la Goal-line Technology.

Ideata per ottimizzare in tempo reale l’arbitraggio in campo, stabilendo in “maniera scientifica” se il pallone ha varcato o meno la porta, la Goal-line Technology è stata approvata e considerata conforme alle normative vigenti, da IFAB prima e da FIFA poi, nel 2012.

In quattro anni, sono stati progettati e perfezionati nove metodi differenti di tracciamento, accomunati dallo stesso scopo, ma diversi nelle caratteristiche. Solo tre, tra questi, sono stati però certificati da FIFA: Hawk Eye e GoalRef, utilizzati per la prima volta nella Coppa del Mondo per Club 2012, e Goalcontrol 4D, il cui esordio è avvenuta durante la Coppa del Mondo Brasile 2014.

 

In occasione degli europei di calcio Euro 2016, UEFA ha scelto di supportare il delicato compito dei direttori di gara affidandosi alle prestazioni del sistema di porta Hawk Eye, letteralmente “occhio di falco”, inventato nel 1999 dall’inglese Paul Hawkins.

Il tracking del pallone viene effettuato posizionando 7 telecamere in ultra-definizione su ciascuna porta, assicurando così il controllo di qualsiasi angolazione dell’area: metà campo, a sei metri dalla linea di gol, dietro la porta. Le immagini vengono registrate a 2000 frame al secondo (una telecamera normale arriva a quota 25 frame) e rielaborate graficamente da un software 4D. Il tutto, in meno di un secondo.

Dopo la rielaborazione, il sistema Hawk Eye invia immediatamente un segnale luminoso, accompagnato da una vibrazione, all’orologio indossato dall’arbitro, decretando indiscutibilmente il gol.

La tecnologia Hawk Eye è pressoché infallibile: è in grado di rilevare un gol anche quando il pallone è solo parzialmente visibile nell’immagine e non è influenzabile da condizioni metereologiche sfavorevoli, garantendo una precisione millimetrica in qualsiasi condizione.

 

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