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Dalla granfondo più dura alla salita più spettacolare, fino alle coincidenze per sadici di salite, ecco la guida completa alle manifestazioni italiane per la mountain bike e la bici da corsa a cui partecipare almeno una volta nella vita.

 

  1. SOUTHGARDABIKE DRYARN® (Medole, metà marzo)

 

La Southgardabike Dryarn® si corre ogni anno a Medole ed è ormai una delle classiche del panorama nazionale della MTB.

Una gara davvero adatta a tutti, con i suoi 2 percorsi, lungo e corto, da 60 Km e 1.000 metri di dislivello e 30 Km e 500 metri di dislivello rispettivamente. Il percorso è ideale come prima gara dell’anno, grazie alla scorrevolezza ed alla varietà del fondo: sterrati larghi si alternano a tratti in single track e brevi pezzi asfaltati. Ma la vera chicca del SGB è il paesaggio: le colline del Garda sono spettacolari. Se il Lago di Garda registra 25 milioni di presenze turistiche l’anno, ci sarà sicuramente un perché! Pedalare in queste zone, fra larici e vigneti oltre i quali spicca la vista del Lago, è un’esperienza fantastica, uno spettacolo unico che sicuramente fa gola e ti porta a tornare.

Altro elemento notevole da non dimenticare sono tutti gli atleti che hanno pedalato e presenziato alla Southgardabike, ciclisti che hanno fatto la storia di questo sport a livello mondiale: parliamo di Moser, Chiappucci, Simoni, il falco Savoldelli e l’incredibile Paola Pezzo.
Solo facendo questi nomi abbiamo citato 5 Giri d’Italia, un record dell’ora, 2 olimpiadi e 3 titoli mondiali…

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  1. MARTESANA VAN VLAANDEREN (Inzago, inizio aprile)

Il MVV non è una gara, è molto di più. Tutto nasce dal sogno di Giovanni, ideatore ed organizzatore dell’evento, che quando percorre in bicicletta i muri vicino a casa sua immagina di essere in Belgio, più precisamente nelle Fiandre, sulle strade della Ronde van Vlaanderen, una delle classiche monumento più affascinanti e sentite al mondo.

Giovanni è un passista generoso, che ama mettersi al servizio degli altri; così decide di condividere il suo sogno organizzando ogni anno il MVV, che si corre il sabato precedente il Giro delle Fiandre.

Un appuntamento immancabile per trovare il Nord in Italia, che riscuote ogni anno maggiore successo registrando il tutto esaurito in un tempo sempre più breve dall’apertura delle iscrizioni.

Inzago diventa Oudenaarde, si respira l’aria del ciclismo vero, fatto di fatica e condivisione. Il MVV non è una gara: non c’è classifica e questo rende la manifestazione più divertente e conviviale, anche se l’organizzazione e la soddisfazione di concludere la prova non hanno nulla da invidiare alle migliori granfondo.

Il percorso del MVV è caratterizzato da salite brevi ma micidiali, su sterrato, ciottolato e asfalto rovinato. 100 Km e circa 1.000 m di dislivello, adatto a qualsiasi tipo di bicicletta: dalla bici da corsa, alla gravel, fino alla mountain bike. Buona parte del percorso è su sterrato, di fianco al canale della Martesana. What else?

 

  1. COLNAGO CYCLING FESTIVAL (Desenzano del Garda, inizio aprile)

Ogni anno ad inizio Aprile Desenzano si trasforma nella capitale della bicicletta per 3 giorni. Questo grazie al Colnago Cycling Festival, una festa della bici da corsa che attrae appassionati da tutta Europa. Diverse le manifestazioni inserite nel Festival: randonneé, junior bike, fuochi d’artificio…

La ciliegina sulla torta del CCF è la Granfondo Colnago della domenica, con 2 percorsi per adattarsi alle esigenze di tutti gli appassionati: una 145 km (con 2.130 m di dislivello) e una 110 Km (con 1.384 m di dislivello). La gara si svolge nella splendida cornice delle colline del Garda, fra le vigne, gli antichi ulivi, attraversando borghi carichi di storia e d’arte e luoghi suggestivi come il Vittoriale degli Italiani.

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  1. NOVE COLLI (Cesenatico, metà maggio)

Una competizione in pieno stile romagnolo: partecipata e festosa, che ogni anno attrae diverse migliaia di ciclisti da tutto il mondo.

Il percorso è decisamente impegnativo: 205 km con 3840 m di dislivello.

Sono proprio l’organizzazione impeccabile e la durezza del percorso a rendere unica questa granfondo.

La pianura è pochissima, le salite si alternano, tutte abbordabili ma che sommate si fanno sentire anche per i veri scalatori.

 

  1. 24H DI FINALE LIGURE (Finale Ligure, fine maggio – inizio giugno)

La 24H of Finale è uno dei più importanti eventi di endurance mountain bike al mondo, che attrae ogni anno a Finale Ligure migliaia di biker e appassionati da ogni continente.

Il format è geniale, i partecipanti percorrono un percorso ad anello, sfidandosi nel compiere il maggiore numero di giri nell’arco di 24 ore. La gara è aperta sia a team (da 2, 4, 8 o 12 componenti) che a singoli. Questo la rende adatta ad ogni tipo di ciclista, tutti possono sfidarsi sullo stesso tracciato correndo al massimo delle proprie possibilità.

Il percorso è abbastanza scorrevole ma non concede un attimo di respiro, tratti con curve strette nel bosco si alternano a sterrati più ampi e single track con una vista panoramica sul mare.

Lo spirito dell’evento è:

– It’s Hard: è un evento epico con uno dei percorsi di Mountain Bike più completi per una gara endurance di questo tipo e anche più panoramici.
– It’s Fun: dopo esserti entusiasmato per il Flow dei single track e del toboga, potrai goderti la grande festa con gli amici, tanta musica e sorseggiare ottima birra artigianale.
– It’s Crazy: ogni anno l’evento è caratterizzato da un tema che porta una ventata di pazzia tra i partecipanti. A quante gare puoi correre travestito dal tuo personaggio preferito dei fumetti, da alieno o da indiano?

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  1. SALITA AL COLLE DEL NIVOLET (giugno-settembre)

Il Nivolet, in Valle dell’Orco (Provincia di Torino), è una salita poco considerata, anche se forse è la più bella in Italia per la bici da corsa. Nel 2019 è stato anche riaperto solo per i pedoni e ciclisti il tratto esterno alla galleria che collega Noasca a Ceresole Reale, evitando il pezzo più pericoloso della scalata.

Partendo dai 600 m di Locana si possono raggiungere i 2.600 m del Colle del Nivolet in 40 Km. Gli ultimi 300 metri di dislivello con vista sui laghi dell’Agnel e del Serrà offrono un panorama unico al mondo.

A rendere ancora più spettacolare la salita c’è una nuova iniziativa che premia i ciclisti che riescono a salire in cima al Colle. Infatti se ci si presenta all’Ufficio Turistico di Ceresole Reale con un timbro rilasciato dal Rifugio Città di Chivasso è possibile ottenere una certificazione della salita. Una bella iniziativa per una salita stratosferica!

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  1. GRANFONDO LA FAUSTO COPPI (Cuneo, fine giugno – inizio luglio)

La granfondo per scalatori per eccellenza, iniziamo con qualche numero:

Oltre 30 edizioni, circa 3.000 partenti, più di 4.000 metri di dislivello per il percorso lungo, tante salite impegnative con diversi tratti sopra al 15%.

Negli ultimi anni è il Fauniera vera e propria Cima Coppi della Granfondo.
1.689 metri di dislivello in 22,3 Km, con una pendenza media dell’8% e punte al 20%. I primi 6 Km che conducono a Castelmagno sono micidiali.

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Una gara da fare una volta nella vita, per partecipare serve una grande preparazione, una propensione alla salita ed una grande voglia di soffrire, come diceva Pietro Mennea: “la fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni”.

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  1. MARATONA DLES DOLOMITES (Corvara, inizio luglio)

Una competizione meravigliosa, una rapida successione di salite spettacolari e ricche di storia, con le Dolomiti che fanno da sfondo ad una giornata sicuramente memorabile. La gara è molto impegnativa: 138 Km con più di 4.000 m di dislivello. I Passi da scalare sono: Passo Campolongo, Passo Pordoi, Passo Sella, Passo Gardena, Passo Giau, Passo Falzarego, Passo Valparola.

Esiste però la possibilità di scegliere due percorsi alternativi: il Percorso Medio con una lunghezza di 106 Km e dislivello di 3.130 m, e il Percorso Sellaronda lungo 55 km con un dislivello 1.780 m.

Il percorso si sviluppa quasi interamente in quota, con la salita del Passo Pordoi vera chicca, la vista da qui ripaga gran parte della salita.

 

  1. L’EROICA (Gaiole in Chianti, inizio ottobre)

Per raccontare questa corsa bisognerebbe scrivere un libro, ma noi ci proviamo in poche righe.

L’Eroica è stata la gara che ha ispirato un intero movimento che ora conta più di 10 eventi in tutto il mondo e coinvolge ogni anno decine di migliaia di ciclisti, promuovendo il ciclismo all’italiana, suggestivo e genuino.

La corsa è una ciclostorica, accessibile soltanto con biciclette vintage dotate di cambio sul telaio e pedali non a sgancio rapido. Vista l’enorme richiesta, per partecipare bisogna pre registrarsi e sperare di essere sorteggiati.

L’Eroica parte da Gaiole e si sviluppa nel Chianti con lunghi tratti sulle strade bianche, diventate simbolo della manifestazione e di questo tipo di ciclismo. Il percorso lungo prevede oltre 200 Km, più di 10 ore in sella respirando l’aria del ciclismo d’altri tempi, immersi in una cornice surreale ed unica. Qui tutto è iconico, dal percorso (talmente bello che è diventato un itinerario permanente e può essere percorso tutto l’anno con una segnaletica perfetta), al vino dei ristori, fino alla vista degli altri partecipanti, che sembrano arrivare dal passato, pedalando rapporti duri ed indossando abbigliamento d’altri tempi.

 

  1. MURETTI MADNESS (Firenze, fine ottobre)

La Muretti Madness non è una gara, ma “una coincidenza organizzata per sadici di salite”.

Si parte da Firenze e si gira attorno alla città, affrontando in rapida successione 30 brevi salite, con pendenze micidiali ed in rapidissima successione. Alla Muretti Madness si fanno solo due cose: si sale e si scende. Pianura pochissima. Un solo percorso: poco più di 100 Km e 3.000 metri di dislivello.

La Muretti Madness è un modo alternativo per visitare Firenze, un modo alternativo di affrontare le salite in bicicletta. Un modo alternativo per procurarsi il mal di gambe, “La classica delle gambe morte”.

All’inizio gli scorci su Firenze sono stupendi, in cima ad ogni muro la vista da un’angolazione diversa sulla città di Donatello. Poi gli scorci sono sempre stupendi, ma non è più così semplice apprezzarli. Il mal di gambe ed il fiatone diventano importanti, ed al posto di ammirare il Rinascimento fiorentino, si intuisce il caratteraccio di Gino Bartali, che su questi brevi strappi ha forgiato le sue gambe forti come tronchi. Il percorso è unico, come la soddisfazione di concludere la classica delle gambe morte!

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