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Per tutti gli amanti della montagna, della natura e per tutti gli appassionati di scalata ed escursionismo, abbiamo selezionato otto vette in giro per il mondo da scalare almeno una volta nella vita.

Monte Fuji, Giappone, 3.776 metri

Il Monte Fuji è un sorprendente picco di quasi 4.000 metri a circa due ore e mezzo di strada dalla capitale del Giappone e una delle montagne più scalate in tutto il mondo. L’escursione su per la via più popolare, Kawaguchiko, allena alla resistenza necessaria per scalare le montagne, senza terreni tecnici. L’escursione attraverso il percorso parte da 2.300 metri e termina in cima a 3.776 metri. Servono circa otto ore tra andata e ritorno per individui in forma. La stagione ufficiale dell’escursionismo dura solo due mesi, dal 1° luglio al 31 agosto.

Pikes Peak, Stati Uniti, 4.302 metri

Pikes Peak porta gli escursionisti più o meno nel punto più alto che si possa raggiungere negli Stati Uniti continentali: 4.302 metri, il tutto su un buon tracciato. E se arrivi in cima e non hai voglia di camminare di nuovo per il ritorno puoi salire sulla ferrovia a cremagliera o chiedere un passaggio in macchina a qualche turista che ha guidato lungo la strada sul lato nord della montagna. Dal punto di partenza del sentiero ci sono 21 chilometri di trekking, per un dislivello di 2.250 metri: una faticosa giornata di escursione che dà agli aspiranti alpinisti un assaggio di quello che serve per scalare le grandi montagne.

Tofana di Rozes, Italia, 3.225 metri

La “Tofana di Rozes” (le Tofane sono un massiccio montuoso della catena delle Dolomiti orientali) offre una grande esperienza di escursione in montagna, con un dislivello di 1.200 metri dall’inizio del sentiero fino alla vetta con l’aggiunta di una “facile” via ferrata, fornendo tutta l’esperienza di arrampicata su roccia senza bisogno di possedere la conoscenza dell’attrezzatura di sicurezza necessaria per l’arrampicata. La Ferrata Lipella è una delle più lunghe, ma non la più difficile via ferrata in Italia: un sistema di scale di ferro, pioli e cavi che consente allo scalatore di essere assicurato (legato) ai cavi in caso di caduta. L’intera salita di solito richiede cinque ore, quattro ore delle quali spese lungo la via ferrata.

Monte Hood, Stati Uniti, 3.426 metri

Il Pacific Northwest degli Stati Uniti è un immenso “campo di addestramento” per le grandi montagne del mondo, con picchi vulcanici ghiacciati che richiedono tutte le abilità necessarie per i picchi di 8.000 metri, ma senza l’alta quota. Il Monte Hood è uno dei picchi meno impegnativi della zona e una buona “prima salita” sulla neve per gli scalatori poco abituati a ramponi e piccozze. Il percorso più comune verso la vetta, la South Side Route, è una salita di mezza giornata dal Timberline Lodge, ed è controllata regolarmente da fine aprile a giugno di ogni anno.

Breithorn (dalla Via Normale), Svizzera-Italia, 4.164 metri

La vetta occidentale del Breithorn potrebbe essere il picco di 4.000 metri più scalato sulle Alpi, grazie alla funivia del Piccolo Cervino che porta gli scalatori a 3.883 metri, a meno di 300 metri sotto la cima. Da quel punto gli scalatori devono salire attraverso un ghiacciaio e sulla neve, con una pendenza di 35 gradi, che richiede l’uso di ramponi e piccozza. Si tratta di una breve salita, ma la scalata sulla neve e l’alta quota la rendono un buon antipasto per gli alpinisti novelli.

Kilimanjaro, Tanzania, 5.895 metri

Il Kilimanjaro è la montagna più alta dell’Africa e una delle vette solitarie più alte del mondo, un vulcano alto quasi 6.000 metri. E questa è la sfida più grande per la sua scalata, l’adattamento all’aria rarefatta in altitudine. Tutti i percorsi sul Kilimanjaro richiedono una guida locale, ma sono semplicemente escursioni lungo i sentieri. La maggior parte dei servizi di guida raccoglie i clienti all’inizio della salita, a circa 1.800 metri, e li scorta fino alla vetta a 5.895 metri nel corso di cinque o sei giorni, permettendo agli scalatori di acclimatarsi all’aria sempre più rarefatta. Questo monte consente agli aspiranti alpinisti la possibilità di vedere come i loro corpi reagiscono in alta quota senza i rischi tecnici o oggettivi (valanghe, crepacci, cadute) delle altre alte montagne.

Pico de Orizaba, Messico, 5.636 metri

Una scalata della montagna più alta del Messico dà agli alpinisti un’esperienza di “snow-climbing” su un ghiacciaio che non è molto crepacciato e presenta una moderata altitudine. La maggior parte dei servizi di guida comprende diversi giorni su picchi più bassi per acclimatarsi, per poi spingersi verso il picco di 5.636 metri di Orizaba in uno o due giorni. Il giorno in cui si raggiunge la vetta dalla via normale ha inizio presso il rifugio Piedra Grande lungo un sentiero, poi si passa per il Ghiacciaio Jamapa a circa 5.000 metri e ci si arrampica tra neve e ghiaccio, con una pendenza di 40 gradi, fino alla cima.

Imja Tse (Island Peak), Nepal, 6.189 metri

Chiamato a volte “il più facile picco di 6.000 metri del mondo”, Island Peak è il più popolare “trekking peak” del Nepal: picchi classificati come “raggiungibili” dagli scalatori con una certa esperienza alpinistica. La salita non è una passeggiata. Richiede una “partenza alpina” (alle due o alle tre del mattino) e l’utilizzo di ramponi e piccozza. La maggior parte degli alpinisti affronta la salita di 1.000 metri dal campo base alla cima in un solo giorno, ma molti scelgono di spendere due giorni di tempo per arrivare in vetta. Molti servizi di guida includono un trekking al campo base dell’Everest negli itinerari di Island Peak.

 

 

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