it

…che uno dice: ma proprio ieri ti sei rimessa a pedalare, che era il primo giorno di vero freddo? Non potevi pensarci le settimane scorse, quando il meteo era nettamente più clemente?

Eh, facile… ma il lavoro, si sa, non procede mai con ritmi regolari; cosa ancor più vera per chi lavora “da indipendente” e si trova ad affrontare picchi impossibili da pianificare o programmare. Insomma, per farla breve da qualche tempo sono inchiodata alla scrivania a picchiare sulla tastiera tutto il santo giorno.

Questo weekend, però, un cambio di programma dell’ultimo momento mi ha lasciato un “buco” nel mio tempo: certo, avrei potuto continuare a portarmi avanti con il lavoro, ma visto che ormai mi ero ritagliata due giorni liberi, tanto valeva sfruttarli.

Anche perché, confesso, ero piuttosto curiosa di provare il mio nuovo abbigliamento anti freddo “a cipolla”, in cui è entrato trionfalmente un nuovo componente: la maglietta intima tecnica per l’inverno, con una fibra speciale per lo sport. Un capo che non avevo mai utilizzato… ma che in effetti ha il suo bel perché.

La curiosità riguardava anche il marchio, che conoscevo già per averlo visto addosso a un personaggio piuttosto straordinario: il mitico Marco Olmo, un signore piemontese di settant’anni (70, avete letto bene) che tuttora corre – e spesso vince – i più massacranti ultra-trail di tutto il mondo, tra montagne e deserti. Mi è capitato di incrociarlo varie volte in passato (lui correva, io ovviamente no), e ogni volta aveva queste maglie con un nome mai sentito in precedenza: Dryarn.

Morale, mi ero fatta l’idea che fossero cose per super atleti, e che quindi io non “fossi degna” di un’attrezzatura tanto tecnica e performante. Il che corrisponde a un mio atteggiamento generale, nell’attività fisica come in ogni altro ambito, che fa sì che abbia sempre la sensazione di fare cose di poca importanza (meno di quello che fanno gli altri, in ogni caso), e che quindi non valga la pena di stare ad occuparsi con troppa attenzione dei miei strumenti, supporti, attrezzature.

Beh, lasciatemelo dire, questa forma di umiltà è una bella fesseria: e sta magliettina in Dryarn – provata in una pedalata di una quarantina di chilometri sul mio solito percorso della Martesana – è una proprio una furbata. Perché è morbida (quindi comoda), bella lunga (quindi copre la pancia, il che è sempre un sollievo), lascia traspirare (perché non so voi, ma io quando mi muovo riesco a sudare come un maiale anche se batto i denti per il freddo) e, soprattutto, fa quella specie di protezione a pelle che ti fa stare parecchio bene.

Vabbè, probabilmente sono l’unica scema che scopre dopo anni di freddo l’utilità e l’efficacia dell’intimo termico: ma nel caso ci fosse qualche altro tont* come me, io vi ho avvertito: pedalare ben coperti (anzi, coperti nel modo giusto) è tutta un’altra cosa.

Tutto questo per dire che, anche se in modo un po’ stentato, è iniziata ufficialmente la preparazione del prossimo “Leonardo in bicicletta“, che non è poi così lontano: la data di partenza è fissata (salvo piccole modifiche) al 24 aprile. E nel frattempo stiamo organizzando anche tante bellissime iniziative collaterali, in quello che, questa volta, sarà un viaggio con risvolti culturali e storici ben più importanti del solito.

Vi racconterò nei prossimi giorni come procedono i lavori; intanto, se vi capita, andate a farvi un giro sulla Martesana perché anche in questa stagione è bellissima, ed è pure poco affollata (ma va?): tanto che ti può persino capitare un faccia a faccia con un bellissimo esemplare di airone di città.

 

By Monica Nanetti

Fonte: https://secelhofattaio.it/freddo-nun-te-temo/

Articoli correlati
Ogni giorno porta con sé nuove sfide e nuove emozioni.
Lasciati ispirare da Dryarn®
per vivere le tue avventure quotidiane.