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Ho trascorso 4 giorni di vacanza in Olanda per partecipare all’Amstel Gold Race, senza dubbio la corsa ciclistica di un giorno più impegnativa e prestigiosa in Olanda. La formula è quella di tutte le grandi classiche del nord: il sabato si corre sullo stesso percorso che la domenica affrontano i professionisti.

 

A parte la gara, che racconterò in questo articolo, la cosa davvero spettacolare dell’Olanda è quanto sia un Paese bike friendly.

 

Andare in bici in Olanda è semplicissimo, per 3 motivi:

  1. Le piste ciclabili sono scorrevoli, connesse e sicure;
  2. La bicicletta è considerata come un vero e proprio mezzo di trasporto . Quindi gode di una viabilità tutta sua ed è praticabile anche dai turisti (per esempio con il bike sharing);
  3. La maggior parte dei locali e degli abitanti è predisposta all’accoglienza di biciclette.

 

Alcuni esempi pratici:

  • Molti locali permettono di gonfiare le gomme con delle pompe all’esterno. Queste pompe sono spesso brandizzate. Per un’azienda sono un’ottima occasione per farsi notare. Una soluzione green, utile e brillante;
  • Alcuni negozi hanno una rastrelliera con dei lucchetti, dove puoi parcheggiare la bici, metterla in sicurezza conservando la chiave del lucchetto ed entrare nel negozio nella massima rapidità;
  • Il sistema di bike sharing è semplice da attivare (basta scaricare l’app), le biciclette funzionano molto bene ed è quindi molto semplice muoversi con mezzi diversi (ad esempio bicicletta + trasporto pubblico).

 

Tornando alla gara, l’Amstel Gold Race è una corsa unica nel calendario. Viene disputata ogni anno una settimana dopo la Parigi Roubaix ed una settimana prima della Liegi Bastogne Liegi. Rappresenta il punto di sovrapposizione tra le classiche delle pietre e dei muri (Roubaix e Giro delle Fiandre), e quelle delle côte (Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi). L’Amstel è uno dei pochi scontri diretti tra i potenti corridori che volano sul pavè e gli agili scalatori che combattono nelle Ardenne.

Se il percorso non è estremamente impegnativo da un punto di vista altimetrico, lo è da un punto di vista di concentrazione: le strade che spesso si restringono, con svolte improvvise e continui saliscendi che richiedono un livello di attenzione altissimo per tutta la durata della gara.

Io ho fatto il lungo: 236 Km con circa 2.500 metri di dislivello. Questo tracciato percorre tutte le salite principali della gara dei professionisti e si svolge quasi interamente su piste ciclabili, un altro esempio pratico di quanto l’Olanda sia bike friendly.

Una gara che consiglio a tutti, soprattutto per l’atmosfera che si respira in Olanda e per la semplicità con cui vengono accolti tutti i ciclisti. Questa cultura andrebbe diffusa maggiormente anche in Italia, per riuscire a sfruttare al massimo le enormi potenzialità della bicicletta, come attrezzo sportivo e non solo.

 

Pietro Peyron

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