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Textile vivant – Percorsi, esperienze e ricerche del textile design

11 settembre – 9 novembre 2014

A cura di Maria Grazia Soldati, Giovanni Maria Conti, Barbara Del Curto, Eleonora Fiorani

Il tessile e la ricerca scientifica in ambito tessile soso stati il tema della mostra Textile Vivant – Percorsi esperienze e ricerca del textile design, allestita dall’11 Settembre al 9 Novembre alla Triennale di Milano. Lungo il percorso espositivo, che esplora le possibilità espressive dei tessuti e il ruolo sempre più importante assunto dal design e dall’ingegneria dei materiali nella progettazione di nuovi tessuti e non solo, tra i protagonisti c’è anche Dryarn.

Sin dalla sua nascita, alla fine degli anni ’90, Dryarn ha rappresentato una grande innovazione nel mondo del filato, per certi aspetti ancora fermo alle conquiste degli anni ’60, al poliestere e al Nylon. Dryarn, nata nei laboratori R&S di Aquafil, una microfibra che ha in sè tutti i plus del polipropilene ma è al tempo stesso soffice, morbida e impalpabile, così da diventare una seconda pelle piacevole all’indosso, fruibile nelle più diverse applicazioni dell’abbigliamento, dall’intimo allo sportivo al fashion, ma con sviluppi anche nell’ambito medicale. L’arrivo di Dryarn ha rappresentato un grande punto di svolta nel mercato e sin da subito i grandi brand hanno iniziato ad utilizzare questa eccezionale microfibra per creare collezioni dove qualità e tecnologia, modernità e comfort rappresentano i plus fondamentali.

In mostra sono due le aziende che, con i loro progetti, testimoniano il percorso di Dryarn e la sua importanza come fibra innovativa e tecnologica: SLAM e Robot iCub IIT Istituto Italiano di Tecnologia.

Il settore sailing & sportswear  è in continuo movimento verso la ricerca di capi sempre più leggeri, tecnici, performanti ma anche fashion. SLAM è sempre stata all’avanguardia rispetto alla concorrenza nella ricerca di tessuti altamente performanti e lavorazioni innovative per offrire un prodotto che unisca il gusto e l’eleganza Made in Italy alle più moderne tecnologie. In mostra espone diversi capi realizzati in Dryarn appartenenti alle collezioni Underwear Tecnico e Super Yacht. Capi comodi, pratici, fashion e dalle alte performance, che offrono comfort assoluto e una eccezionale capacità d’isolamento termico che mantiene stabile la temperatura del corpo proteggendolo dal caldo e dal freddo. Anatomici, batteriostatici e termoregolanti sono capi assemblati con strutture diversificate a seconda dell’azione muscolare e articolare per una migliore anatomicità e vestibilità anche sotto sforzo.

Il progetto realizzato per l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova (Italia) vede Dryarn legato alla robotica. iCub è un “cucciolo” robot, con i lineamenti e le dimensioni di un bambino di circa 4 canni progettato per diventare un robot utile negli ambienti domestici, in grado di spostarsi in maniera indipendente nello spazio circostante e di usare il senso del tatto per esplorare e scoprire come sono fatte le cose e dove si trovano. E nell’ambito di questo progetto, alla ricerca di soluzioni innnovative , Dryarn è stato scelto per realizzare il copricapo “mascherina”. Dryarn è risultato il materiale più idoneo, grazie alle sue caratteristiche di traspirabilità e termoregolazione che permettono ai circuiti del robot di non surriscaldarsi. Realizzata in Dryarn con tecnologia seamless, il copricapo “mascherina” di iCub talking head non usura ed è al tempo stesso leggero e resistente.

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