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La nostra Federica Friz ha portato Dryarn a Santiago di Compostela. Questo è il suo racconto di viaggio.

Santiago, il mio cammino. Di Federica Friz

A giugno mi ritrovo inaspettatamente con delle ferie … il mio primo pensiero è stato: perfetto, ora parto con mio papà Guido (classe ’39) e due suoi amici (Gianni Frullino, classe ’40 e Mastrolindo, classe ’56) per il pellegrinaggio di Santiago di Compostela in bici. Detto fatto. Recupero una mia vecchia bici, perfettamente adatta allo scopo del viaggio e si parte.

La maggior parte di coloro che percorrono il cammino di Santiago lo fa come un pellegrinaggio a scopo religioso oppure per motivi spirituali, altri come gesto sportivo.Io parto con il solo desiderio di vivere un’esperienza fondamentalmente sportiva con mio padre, all’avventura: percorrendo strade ogni giorno diverse e fermandoci a dormire dove capita. Più di una volta prima di partire ho pensato “peccato non sentire nulla di tutto ciò che riguarda la sfera spirituale”… mai pensiero fu più sbagliato. I viandanti si salutano sempre con un augurio: “buen camino”. Ebbene per i primi 5 giornicon mia grandissima meraviglia sentivo un groppo alla gola ogni volta che pronunciavo queste parole. Solo riflettendoci sopra sono riuscita a darmi una motivazione: vedere tantissime persone di ogni parte del globo camminare sulla stessa strada, in un’unica direzione, verso un unico obiettivo -la cattedrale di Santiago de Compostela dove riposa San Giacomo- mi ha fatto percepire una Potenza unica.

Percorriamo circa 60 km al giorno e la strada varia moltissimo nel corso dei giorni. Da Burgos a Santiago si pedala per altipiani costeggiati da fiori di mille colori, si salgono imponenti montagne ricoperte di pini valicando passi a 1500m di altitudine, si scavallano un’infinità di colline belle ripideed infine si arriva nella città di Santiago. In totale sono circa 500 km e 8000 m di dislivello positivo. Lo sforzo fisico l’ho trovato non indifferente. Quando faticavo lungo le salite ammiravo mio papà (che spesso mi precedeva) e i suoi amici, e il mio pensiero era sempre lo stesso: voglio arrivare anche io con il desiderio di divertirmi facendo sport come loro a quell’età. Un esempio a cui anelare. Ed immediatamente realizzavo che stavo sorridendo per la fortuna di vivere quell’esperienza con quella compagnia.

I primi quattro giorni lungo l’altopiano da Burgos ad Astorgaabbiamo un forte vento contrario con picchi intorno ai 20-30 kmhe qualche scroscio di pioggia che durava 5-10 minuti, pochi ma sufficienti per bagnarsi adeguatamente se non si è abbastanza veloci a indossare l’impermeabile. Spesso mi metto davanti per tagliare il vento alla squadra.

I due giorni più difficili sono stati sicuramente i 2 successivi che ci hanno portato ai 1500 m della Cruz de Hierro e ai 1300 del Cebreiro. La salita alla Cruz de Hierro è costante, va dai 900 ai 1500 mslm in 30 km. La difficoltà è fondamentalmente mentale se uno riesce a mantenere la pedalata costante: ogni tornante, sempre una salita davanti agli occhi. Il giorno seguente è stato il più difficile, il Cebreiro era lì ad aspettarci. Stanchi dal giorno prima, con una temperatura di 30 gradi e senza un filo di vento, dopo 40 km di salita molto leggera, ma pur sempre salita, ci troviamo ad affrontare la parte più tosta: 8 km di asfalto per 600 m di dislivello positivo. 2 dei miei compagni finiscono l’acqua dopo i primi 3 km. Nonostante siano le 16, il sole picchia cocente. Successivamente iniziamo a fermarci per delle pause sempre più lunghe ad ogni rara ombra di albero che si trova sul ciglio della strada. Mio papà pedala, sicuramente soffrendo, ma pedala. Io cerco di andare velocemente avanti, adagio la mia bici per terra e poi corro in discesa per aiutare Gianni spingendo o pedalando la sua bici. Andiamo avanti così per circa 1 km. Mastrolindo inizia ad avere dei crampi appena cammina o pedala. Io anche faccio fatica. A 2 km dalla cima, prendiamo quella che è una delle decisioni più sagge di tutto il viaggio: fermarci nell’unico albergo che abbiamo incontrato dacché abbiamo iniziato la salita. Ormai sono le 18 e siamo tutti stanchi. Ceniamo e dormiamo in uno dei tanti ostelli lungo il percorso.

Il percorso è infatti ricco di posti dove poter dormire. Normalmente sono camerate da 6-20 posti letti con bagni in comune. Ma anche questo fa parte del cammino. Si vive in modo semplice, condividendo esperienze con altri viandanti o a cena o prima di addormentarsi. Così si riscopre che il cellulare non serve, che si può mangiare con poco, che bastano 7 kg di bagaglio per star fuori 2 settimane. Si riscopre il piacere di stare insieme. Punto.

Il giorno successivo dopo essere arrivati alla cima del Cebreiro iniziamo una lunga e impegnativa discesa su sterrato che ci porta fino alla zona delle colline. La sensazione di essere vicini alla meta si rivela del tutto sbagliata. Le colline sono tutt’altro che dolci! Spesso ci capita di dover scendere per affrontare alcuni tratti di salita e di discesa.

Per fortuna la squadra è fantastica. Non conoscevo Gianni Frullino e tantomeno Mastrolindo, ebbene insieme a mio papà si sono rivelati fenomenali: non ho mai riso così tanto come in questo viaggio. A ogni difficoltà c’era sempre una battuta simpatica che spingeva ad andare oltre. Che sorpresa e che piacere!

Finalmente arriviamo a Santiago, una città ricchissima di storia con una cattedrale di una meravigliosa architettura gotico-barocca. Siamo molto stanchi fisicamente, ma soprattutto siamo felici… eppure mi lascio sorprendere da un pianto inaspettato nel momento in cui entro nella Cattedrale di Santiago… io che non sentivo la parte spirituale del viaggio!…

L’avventura finisce qui. Questa avventura, perché i miei compagni di viaggio stanno già valutando la prossima, a cui sarò molto felice di aggregarmi!

 

Tappe:

  • Burgos-Castrojeriz: 40km, D+ 520 m
  • Castrojeriz-Ledigos: 70 km, D+ 780 m
  • Ledigos-Leon: 80 km, D+ 680 m
  • Leon-Astorga: 55 km, D+ 600 m
  • Astorga-Columbianos: 60 km, D+ 1170 m
  • Columbianos-Laguna: 45 km, D+ 1410 m
  • Laguna-Sarria: 50 km, D+ 1250 m
  • Sarria-Palas de Rei: 45 km, D+ 700 m
  • Palas de Rei-Santiago: 70 km, D+ 700 m
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