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Simone e la Marthon des Sables

21/03/2016

SIMONE. SABBIA, POLMONI, GAMBE E…UN GRANDE CUORE. E AL SUO FIANCO DRYARN

 

Mani da osteopata. Piedi da ultrarunner. Occhi da fotografo. Barba da viaggiatore. Cuore di papà. E’ questo il profilo di Simone, per tutti BeardRunner, l’unico torinese del gruppo dei 33 italiani che fra poco più di 30 giorni sarà al via della 31°edizione della Marathon des Sables (8-18 Aprile 20016), la gara podistica più estrema e massacrante (ma altrettanto affascinante e memorabile) del mondo.

La gara di BeardRunner è una corsa molto particolare perché Simone non correrà (almeno non solo!) per conquistare il titolo o entrare nella top ten ma per compiere un’impresa dal cuore grande: aiutare, chilometro dopo chilometro, l’associazione sportiva Sporthappenings a raccogliere fondi per l’Accademia Italiana Wheelchair Tennis, per avviare i giovani portatori di handicap alla pratica del tennis.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Rotary Torino Superga, Dryarn e 1caffè.org, che per primi hanno creduto nel grande sogno di Simone e lo hanno aiutato.

 

L’edizione 2016, prevede sei tappe, per un totale, quest’anno, di 257 km, il record da quanto è stata istituita.

Era il 1985 quando, Patrick Bauer, fotografo francese, percorse 315 km in autosufficienza totale attraversando il deserto dall’Algeria fino ad arrivare al confine con il Niger. Ci mise 13 giorni e con sé portava uno zaino del peso di 35 kg che conteneva tra l’altro l’acqua indispensabile per la sopravvivenza. Da quell’impresa al limite delle capacità umane, nasce la “Marathon Des Sables”, la maratona più massacrante ed estrema del mondo che si corre nel deserto del Sahara al confine tra Marocco e Algeria.

 

Il progetto di Simone? Raccogliere 2570 euro, 10 euro per ognuno dei 257 km della gara, per aiutare alcuni ragazzi disabili ad avvicinarsi al mondo dello sport.

Come fare per aiutare Simone? Semplicissimo. Dall’11 al 18 Aprile www.1caffè.org, la Onlus fondata da Luca Argentero, sarà la piattaforma digitale alla quale connettersi per donare 1 euro, “un caffè”…

 

Simone ha iniziato a correre poco più di 16 mesi fa, quasi per gioco, per correre la sua prima Mezza Maratona e da allora non ha più smesso di correre. La stessa sera della sua prima gara è nato Vittorio, e allora c’è un po’ di lui in ogni corsa, in ogni allenamento. Ora lo aspetta la gara delle gare, la Marathon des Sables.

“Molto rigido – racconta Simone – il regolamento cui dobbiamo attenerci. A rendere ancor più dura la corsa, oltre alle condizioni climatiche del deserto (media diurna del periodo oltre i 30°, notturna 14°), è l’obbligo della completa autosufficienza alimentare: dalla partenza del primo giorno all’arrivo finale, gli atleti possono nutrirsi solo con gli alimenti che portano nello zaino. Stesso discorso per quanto riguarda il vestiario. Ho preparato uno speciale zaino di 6,74 chili che dovrò portare con me anche durante le varie tappe – All’interno cibi liofilizzati, barrette energetiche, un indumento per la notte, un piccolo kit di sopravvivenza e poco altro.

Sarà dura. Ma sono pronto. Sfido me stesso e i miei limiti, ma questa gara per me è anche una gara di solidarietà. E allora, quando tornerò e potrò aiutare qualche ragazzo ad entrare in Accademia, nel mio piccolo, avrò davvero vinto”.

 

A credere in Simone sono tantissimi, e tra loro Dryarn, con cui Simone, da subito, ha avuto un feeling particolare…

“La gara che sto per affrontare è durissima e non è stato facile trovare un abbigliamento tecnico che potesse davvero essere mio alleato in gara. Dryarn lo è senza dubbio.

Ad una temperatura di oltre 40 gradi, avrò bisogno di capi traspiranti e termoregolatori, che mi consentano di percepire una temperatura sul corpo assolutamente inferiore, migliorando le mie prestazioni. La maglietta Dryarn è per me un alleato vincente. Il sudore non trattenuto dalla maglietta evapora velocemente e la maglia resta perfettamente asciutta. Ottima e apprezzata anche la resistenza della fibra allo sfregamento dello zaino sulle spalle e sulla schiena. Le sollecitazioni durante la corsa sulla maglia, soprattutto  in alcuni punti ( ad esempio sotto le cinghie dello zaino), non hanno rovinato la fibra Dryarn nei miei allenamenti”.

www.facebook.com/beardrunner

www.dryarn.com

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