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Salire in alto, guardare le stelle e svegliarsi all’alba con la sensazione di essere lontano da tutto e da tutti, imparare ad arrangiarsi e star bene con poco, può essere davvero una bellissima esperienza e una grande emozione.

I bivacchi sono strutture non custodite pensati per chi si trova in condizioni di emergenza ma a disposizione di tutti. Possono essere un punto di partenza per salite impegnative o una meta per trascorrere la notte in mezzo alla natura.

Sotto trovi quattro tra i più bei bivacchi delle Alpi italiane, tutti facilmente raggiungibili a piedi.

 

RIFUGIO MONTE CANIN, CONFINE ITALIA-SLOVENIA

Il rifugio alpino che sembra sospeso, poggia per una minima parte sulla roccia ed è mantenuto in equilibrio da una serie di cavi. Si sviluppa su tre livelli e ha un’ampia vetrata per ammirare la valle sottostante e la cittadina di Plezzo. Gli interni sono caratterizzati da un design essenziale, progettato dal team di OFIS Arhitekti. Ci possono pernottare fino a nove persone, godendo di una vista mozzafiato su Italia e Slovenia.

BIVACCO MATTEO CORRADINI SULLA CIMA DORMILLOUSE

Un nuovo bivacco ha fatto la sua comparsa durante l’estate del 2019 sulla cima della Dormillouse, in alta Val di Susa. Si presenta come un involucro di metallo nero che protegge una struttura di legno in pino cembro, materiale scelto in quanto sostenibile, rappresentativo del territorio e in grado di trasmettere, grazie al suo odore, un senso di calma. Grandi vetrate consentono di apprezzare la vista su entrambe le vallate, quella italiana e quella francese.

BIVACCO GERVASUTTI

Sorge su uno sperone di roccia a 2835 metri alla base delle Grandes e Petites Jorasses, in Val Ferret. È energeticamente autosufficiente grazie alla serie di pannelli fotovoltaici installati sul tetto. Il computer di bordo connesso a internet via satellite rileva lo stato di funzionamento del sistema elettrico e invia costantemente i dati acquisiti.

BIVACCO PELINO AL MONTE AMARO, MAJELLA

Inaugurato nel 1982, dopo che il precedente bivacco era stato distrutto da una tempesta, il bivacco Pelino è caratterizzato da una struttura geodetica innovativa per minimizzare il rapporto tra superficie e volume, favorendo così il mantenimento della temperatura interna. Costruito sulla vetta del monte Amaro (2.793 metri), seconda cima più alta dell’Appennino e prima della Majella, da cui si possono ammirare gli sterminati altopiani di roccia calcarea e le vallate abitate dai pini mughi.

 

 

Di Filippo Albert

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