it

Il Coni e il Comitato Paralimpico hanno sviluppato insieme al Politecnico di Torino il rapporto: “Lo sport riparte in sicurezza“. In 404 pagine le specifiche e i rischi di contagio da 0 a 4: i meno sicuri sono gli sport di combattimento, gli sport di squadra e alcune discipline individuali come il salto in lungo. Occhiali protettivi per il tennis.

Nella già complicata ripartenza dello sport non si sentiva davvero la necessità di un ulteriore fattore di confusione. Sia pure involontariamente, e con l’attenuante della buona volontà, le diverse Commissioni medico-scientifiche di ogni singola Federazione avevano stilato i propri protocolli per uscire dall’emergenza Covid-19. Era quindi doveroso riuscire a sintetizzare in un unico documento tutte le problematiche di ogni singolo sport usando però i medesimi criteri. Sia il CONI sia il CIP (Comitato Paralimpico) hanno incaricato il Politecnico di Torino di sviluppare un unico vademecum per le 387 discipline sportive. Il rapporto è già nelle mani del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, colui che lo aveva materialmente richiesto ai presidenti Malagò e Pancalli. Spetta al suo Ministero l’immediata valutazione generale e la successiva presentazione al CTS, il Comitato tecnico scientifico del governo. A Palazzo Chigi spetta la decisione finale, fornire le autorizzazioni e annunciare quando sarà possibile riaprire gli impianti anche per l’attività di base. Altro discorso è la ripresa degli allenamenti individuali per gli atleti di interesse nazionale, potranno farlo a partire dal 4 maggio, pur con una grande criticità per via delle poche strutture disponibili.

I fattori di rischio da 0 a 4

Un lavoro certosino, completo e complesso, di 404 pagine dal titolo: “Lo Sport riparte in sicurezza”. Il rapporto comprende le raccomandazioni, della Federazione Medici Sportivi (FMSI), l’unico organo sportivo riconosciuto e quindi accreditato presso il Ministero della salute. Il documento racchiude pagine e pagine di tabelle: ogni singolo sport è racchiuso in griglie per definire in una scala da 0 a 4 i fattori di rischio: 0 inesistente, 1 scarso, 2 medio, 3 alto, 4 elevato. Gli esperti del Politecnico sono partiti dalle autovalutazioni compilate dai singoli sport per esaminare i pericoli di ogni disciplina in relazione all’analisi del luogo di allenamento, del sito della gara, e, in una successiva fase di emergenza superata, dell’incidenza del pubblico negli eventi. Chiamiamole linee guida per atleti, allenatori, staff medici e logistici. Per tutti la necessità del rispetto delle distanze interpersonali è il primo comandamento.

Sport di squadra

Tutti gli sport di squadra hanno una classe di rischio da 2 a 4, medio-alta quindi.  Nel calcio e nella pallavolo, per esempio, il fattore di rischio sale a 3 per il numero di atleti in azione, per il contatto tra gli stessi atleti e per la vicinanza negli spogliatoi. Nel basket il fattore di rischio sale a 4 in relazione all’ambiente chiuso, per allenamenti e gare. Sempre negli sport di squadra sono da evitare gli allenamenti per provare gli schemi, devono essere sostituiti dall’ attività teorica, in caso di partita devono essere effettuati i tamponi 48 ore prima dell’evento, con l’utilizzo di mascherine per chi siede in panchina.

Sport individuali

Nelle specifiche degli sport individuali il nuoto e l’atletica, intesa come corsa, hanno un fattore di rischio 0 in allenamento che però sale a 3 in caso di gara, a causa del possibile contatto di atleti. Di contro è considerata a rischio elevato (4) la specialità del salto in lungo che prevede balzi nella sabbia: è una superficie non sanificata e disperdibile. Nel tennis sono raccomandati gli occhialini protettivi per evitare il contatto occhi-mani, sia nei match singoli sia nei doppi, insieme all’uso di palline personalizzate. Negli sport di combattimento, dalla boxe al judo, è impossibile rispettare i criteri di sicurezza. Per le discipline che prevedono l’uso di una attrezzatura, dal tiro con l’arco al salto in alto fino alla scherma, è necessario disinfettare ogni singolo strumento prima e dopo l’allenamento. Altra casistica nel canottaggio e nella vela per gli equipaggi multipli, ci deve essere una riduzione del numero degli atleti. Altri sport che hanno un basso rischio di contagio, sempre rispettando il mantenimento delle distanze individuali: il golf, il ciclismo, l’equitazione e la ginnastica artistica (al contrario della ginnastica ritmica che invece presuppone una coreografia di gruppo).

Il ruolo etico degli atleti: “Ognuno protegge tutti”

Il Rapporto del Politecnico di Torino si conclude con una raccomandazione rivolta ad ogni singolo sportivo. “Gli atleti in quanto personaggi pubblici, ispiratori di valori e forti di dedizione e resilienza, possono contribuire a trasmettere questi comportamenti socialmente rispettosi nel principio di “OGNUNO PROTEGGE TUTTI”.

 

(fonte SKY TG24)

 

Articoli correlati
Ogni giorno porta con sé nuove sfide e nuove emozioni.
Lasciati ispirare da Dryarn®
per vivere le tue avventure quotidiane.